Discografia
Disco d'esordio "Mani" della cantautrice Adriana Polo, uscito a luglio 2017 (Workin' Label / I.R.D.).
Mani
Mani è una raccolta di brani scritti negli anni che racchiude le fasi importanti della sua vita. Ogni canzone segna un passaggio, una transizione. Adriana scrive quando le emozioni sono “a caldo” e non ancora definite, quando è nel vivo del cambiamento, come se volesse fermare in musica le impressioni, trasformandole in visioni, immagini più palpabili e comprensibili. Il viaggio e il cambiamento sono gli anelli che legano insieme le canzoni, ispirate dal piacere dell’andare ma anche del tornare e del sapersi soffermare in un luogo. Nelle sue canzoni si diverte a cambiare punto di vista e prospettiva sulle cose per recuperare i dettagli, per essere presente e rivedere e assaporare la magia delle esperienze vissute.
La lingua dei testi è anch’essa in movimento, alternando agilmente il dialetto salentino all’italiano.
Hanno collaborato alle registrazioni: Laura Francaviglia, chitarra e basso, anche arrangiatrice delle canzoni e Stefania Polo, voce dei cori e autrice del testo di Veste Ianca.
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Le tracce del disco
Per Grazia Ricevuta
Arrendersi all’inatteso, che arriva quando meno te l’aspetti, e che non hai armi con cui difenderti perché prende alla sprovvista. Qui canto l’amore, la primavera del cuore, l’inizio di un amore Inatteso. La delicatezza e le farfalline nella pancia, la tenerezza di un sentimento appena nato che ha la fragilità di un neonato. l’immagine di un fiore che pian piano mostra la sua bellezza al mondo... “si schiude pian piano al vento”
Mani
Da Il nome al disco perché le mani mi hanno sempre affascinata , e perché vivo tutto sulla pelle..
Questo zoom sulle mani, esalta i piccoli movimenti quotidiani..”mani che si sfiorano, mani che disegnano, mani che intuiscono, mani che leggono ..”
Le mani oltre a toccare, sentono , vedono e sognano.
Una sinestesia dei sensi .il tutto ispirato da un dipinto di mani che una mia amica mi regalò tanto tempo fa.
Pizzicati
Questa canzone nasce dopo una passeggiata a San Gregorio, nelle campagne di Patù , esattamente a Vereto, una piccola città messapica.
Qui descrivo il salento, i suoi odori e profumi, le piante. Gli alberi , gli ulivi, il paesaggio mediterraneo ..adottando il punto di vista del turista che chiede e fa mille domande “ ti chiede puru comu se conza na frisa”.
C’è una sorta di riconciliazione con le mie origini, rendendomi conto dell’autenticità del Salento , terra caratteristica che attira e accoglie turisti, che la sanno apprezzare e “vedere “ più di me.
Esalto e invidio la lentezza del contadino. Mi immedesimo con questo turista vagabondo che viaggia e viaggia ma che si ritrova con le tasche vuote a differenza del contadino che pazientemente semina e aspetta la raccolta .
Aquilone ‘mpisu
Questa canzone parla di nuovo dell’amore , quando l’ho scritta ho avuto questa immagine di un’aquilone che vola vicino a me attaccato ad un filo.
amore che ha bisogno di aria.. amore che non deve essere necessariamente l’amore per una persona(anche se io mi riferisco ad una persona) ma anche l’amare qualcosa , una passione , qualsiasi cosa, che a lungo andare può diventare attaccamento.
È proprio da questa consapevolezza che sento il bisogno di lasciare andare l’amore, rompendo quel filo , che anche se si spezza non significa che vola via da me.
Non Luogo di passaggio
Mi piace scrivere nei momenti di passaggio.. Quando ho scritto questo pezzo ero da poco tornata dalla California.. quindi negli occhi avevo ancora la grandezza di quello che ho vissuto lì, tutto il movimento, le mille cose che facevo, le sequoie, alberi giganti,e tutti i posti percorsi in bici "Sebastepol, San Diego..San Francisco , Napa,Berkeley e Petaluma..", che si contrapponeva all’immobilità che ho provato tornando qui al sud.
Capriole del cuore
Questa canzone potrebbe essere una continuazione di Aquilone ‘mpisu. Cercavo, attraverso queste "capriole del cuore", di ricucire qualcosa, o di ricordare quanto quell’amore, che “dovrei lasciare andare”, fosse importante per me.
Non trovando parole adatte per descrivere le mille sensazioni che ho provato scrivendola, mi appiglio ancora una volta a delle immagini..," la chiocciola che striscia nel sole, un urlo che piega un girasole .."
Bologna
Quando sono tornata dall’America non sapevo bene cosa fare nel salento, cercavo movimento, stimoli ,e così ogni tanto andavo a Bologna, che consideravo la mia seconda casa, per prendere una boccata d’aria.
Questo ritorno a Bologna , dopo un po’ di anni che mancavo, mi ha fatto tornare un po’ indietro nel tempo, ai tempi spensierati da studentessa innamorata..
questa canzone nasce a pezzi..ho cominciato a scriverla sulla litturina mentre partivo ..un viaggio disintossicante che fece bene “anche al mio intestino”. L’ ho scritta a pezzi perché volevo far capire come sarebbe cambiata alla fine della canzone la mia visione delle cose.
Le mani oltre a toccare, sentono , vedono e sognano.
Una sinestesia dei sensi .il tutto ispirato da un dipinto di mani che una mia amica mi regalò tanto tempo fa.
Salentu senza tempu
Una bossa nova salentina ed esotica..
Una Parentesi salentina , dopo l’America, quindi c'è il non voler ripartire , che può sembrare contrapposto perché ho sempre voglia di andare via, ma in quel caso avevo vissuto una bella estate, (forse perché sapevo che sarebbe stata una parentesi prima di ritornare in California).
Veste Ianca
È un canto simbolico, una preghiera alla Luna . Il rito propiziatorio di una notte di Novilunio (Fase di luna nuova)quando la luna "dimentica" di mostrarci il suo abito bianco. La luna nuova è legata al momento appena precedente la rinascita...è il momento del "non agire" (nascondere e scucire il pianto, spogliarsi dell'abito bianco)dell'accumulo di forze nuove per rinascere e risplendere nuovamente...La Luna è Donna e la Donna è Luna. Una "veste ianca" condivisa.